Dal Trentino

La Donna Paraguaiana: Storia di un Sacrificio

Il Paraguay celebra oggi una ricorrenza che va ben oltre la semplice festività: il Día de la Mujer Paraguaya. Mentre il mondo intero attende l’8 marzo, il cuore del Sud America si ferma il 24 febbraio per onorare un’identità forgiata nel fuoco e nella generosità.

Ma perché questa data? La risposta risiede in uno degli atti di patriottismo più iconici della storia latinoamericana, un gesto che ha trasformato madri, figlie e spose nelle celebri “Residentas”.

L’Assemblea del 1867: l’oro per la patria

Tutto ebbe inizio il 24 febbraio 1867, durante la sanguinosa Guerra della Triplice Alleanza. In quel giorno, le donne di Asunción e di tutto il Paese si riunirono per un atto senza precedenti: decisero di donare i propri gioielli e preziosi per sostenere la causa nazionale e finanziare l’esercito.

Questo gesto non fu solo economico, ma profondamente simbolico. Da quel momento, le donne divennero le vere custodi della nazione. Quando gli uomini cadevano al fronte, le Residentas ricostruivano villaggi, coltivavano la terra e mantenevano viva la cultura e la lingua guaraní, impedendo l’estinzione del Paese stesso.

“La più gloriosa d’America”: il tributo del Papa

Non è un caso che questa resilienza sia stata riconosciuta ai massimi livelli mondiali. È diventata celebre la definizione di Papa Francesco, che in più occasioni ha espresso la sua profonda ammirazione per questo popolo:

“La donna paraguaiana è la più gloriosa d’America.”

Il Pontefice ha spesso ricordato come, dopo la guerra, siano state proprio le donne a farsi carico della memoria, della lingua e della fede di una nazione che sembrava destinata a scomparire.

Una conquista legislativa recente

Sebbene il sentimento di gratitudine sia secolare, il riconoscimento ufficiale è relativamente recente. La festività è stata istituita per legge per attribuire una “data propria” a questo orgoglio nazionale, distinguendolo dalle celebrazioni internazionali e sottolineando un percorso storico unico al mondo.

Oggi, il 24 febbraio non è solo un ricordo del passato, ma un monito per il presente: la storia del Paraguay non si scrive al maschile, si scrive con il coraggio di chi, nel momento più buio, ha saputo donare tutto ciò che aveva.

Il “Debito di Sangue” e la fratellanza con la Colombia

C’è un altro motivo per cui il popolo paraguaiano guarda con commozione al proprio passato: il ruolo ricoperto dalla Colombia durante i momenti più bui della Guerra della Triplice Alleanza.

Mentre il Paraguay rischiava l’annientamento geografico e demografico, la Colombia fu l’unica nazione a schierarsi apertamente a difesa della sovranità paraguaiana, compiendo un gesto diplomatico senza precedenti. Nel 1870, il Congresso colombiano approvò infatti una legge che stabiliva il principio di “cittadinanza universale”: se il Paraguay fosse scomparso come nazione indipendente, ogni paraguaiano sarebbe stato considerato automaticamente cittadino colombiano, con tutti i diritti annessi.

Questo atto di solidarietà è rimasto scolpito nella memoria collettiva: ancora oggi si dice che ogni paraguaiano abbia una seconda patria in Colombia. Questa fratellanza storica completa il quadro del 24 febbraio. Se le donne paraguaiane sono state il motore interno della ricostruzione, il sostegno morale e politico della Colombia è stato l’abbraccio esterno che ha dato forza a un popolo che non intendeva arrendersi.

il 24 febbraio, il collegamento è questo: mentre le donne salvavano il Paraguay dal di dentro con il sacrificio, la Colombia lo proteggeva dal di fuori con la diplomazia. Entrambe hanno impedito che il Paraguay sparisse dalla storia.

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