Dal Trentino

Il cuore della tradizione batte a Bento: il trionfo della nostra cultura tra il calore del “Filò” e il gran finale sul palco della Fenavinho

a cura di Ineri Copat, presidente della Famiglia Trentina di Santo Antao, Brasile

BENTO GONÇALVES – Ci sono momenti in cui la storia, la musica e l’orgoglio delle proprie radici si fondono in un’unica, grande emozione. È esattamente ciò che si è vissuto nel cuore della Fenavinho/ExpoBento 2026, dove la nostra realtà ha avuto l’onore di essere protagonista di due tappe fondamentali di questa straordinaria vetrina culturale.

L’abbraccio del “Filò”: dove tutto ha inizio

Il nostro viaggio è iniziato l’11 giugno, immersi nell’atmosfera magica e senza tempo del Filò. Per chi conosce questa terra, il filò non è semplicemente un incontro: è il simbolo della resistenza culturale, il momento in cui le famiglie si riunivano per cantare, raccontare storie e condividere la vita. Essere lì, respirare quel profumo di tradizione e condividere l’energia di una comunità che non dimentica il proprio passato, è stato il primo capitolo di un’avventura indimenticabile.

L’invito ufficiale e il trionfo sul Palco Culturale

Ma il riconoscimento più alto doveva ancora arrivare. Forti del successo della prima serata, abbiamo accolto con immenso orgoglio l’invito ufficiale degli organizzatori per un appuntamento cruciale: calcare la scena dello Spazio Culturale dell’evento proprio nel giorno della sua chiusura, il 14 giugno. Esibirsi nella giornata conclusiva, davanti a un pubblico caloroso e attento, ha trasformato la nostra performance in un vero e proprio sigillo celebrativo per l’intera manifestazione.

“Portare la nostra arte su quel palco, nel momento di massimo splendore dell’evento, è stata la conferma che le tradizioni che custodiamo continuano a vibrare e a emozionare le nuove generazioni.”

Un arrivederci che sa di futuro

La doppietta dell’11 e del 14 giugno alla Fenavinho/ExpoBento non è stata solo una serie di esibizioni, ma un ponte gettato tra passato e futuro. Torniamo a casa con la consapevolezza di aver lasciato il segno e con la gratitudine verso un pubblico e un’organizzazione che sanno ancora dare valore alla bellezza della nostra storia condivisa.

Il sipario è calato, ma l’eco dei nostri canti e degli applausi risuona ancora. Alla prossima tappa!

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