Dal Trentino

RECUERDOS DE INFANCIA, premio speciale “Guy de Maupassant”

COSENZA – Si è conclusa con un bilancio straordinario la II edizione del Concorso Internazionale di Narrativa Breve “Io racconto… tra realtà e sogno”, organizzato dal Club della Poesia di Cosenza. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di autori da ogni latitudine, si conferma un presidio fondamentale di diplomazia culturale, capace di connettere il territorio calabrese alle rotte letterarie mondiali.

Un ponte tra Cosenza e il mondo

Sotto la guida del Presidente del Premio, Andrea Fabiani, e del Presidente di Giuria, Rolando Perri, il concorso ha ribadito il ruolo di Cosenza quale centro propulsore di cultura. Richiamando l’eredità dell’Accademia Cosentina, la manifestazione dimostra come la promozione della lingua italiana non passi solo dai canali istituzionali, ma pulsi nel cuore delle realtà locali, trasformando la città in un polo di produzione intellettuale cosmopolita.

In questo contesto, l’iniziativa ha saputo creare uno spazio privilegiato per i poeti di origine italiana, offrendo loro la libertà di esprimersi sia nella propria lingua madre, sia negli idiomi delle terre che li hanno accolti — come dimostra, in questo caso, l’uso dello spagnolo. Questa apertura sottolinea la natura del Premio quale luogo di incontro universale, dove l’identità e la parola superano ogni confine geografico.

Il trionfo della Sezione Estero: il caso Alicia Del Carmen Mora de Tosolini

Particolare rilevanza ha assunto la “Sezione Estero”, concepita come un vero magnete per gli scrittori internazionali. Il prestigioso riconoscimento assegnato ad Alicia Del Carmen Mora de Tosolini sottolinea il legame indissolubile tra l’Italia e la sua diaspora. Con l’opera “Recuerdos de infancia” (Ricordi d’infanzia), l’autrice ha toccato temi cari, trasformando la memoria personale in un ponte emotivo tra l’ Italia e l’America Latina.

Il testo è un componimento narrativo-descrittivo di carattere autobiografico. Si configura come un caloroso omaggio alla figura del nonno e, simultaneamente, come un’elegia della fanciullezza intesa come “età dell’oro”.

Temi Principali

  • L’Infanzia come Paradiso Perduto: Il racconto si apre con un’invocazione alla parola “infanzia”, definita attraverso concetti di lentezza, magia e innocenza. È un tempo sospeso dove la realtà e la fantasia si fondono.
  • La Figura del Patriarca (Il Nono Pepe): Il nonno non è solo un parente, ma un “creatore di mondi”. Rappresenta il ponte tra il duro lavoro rurale (le mani rude) e la tenerezza infinita (le mani come colombe). È l’artefice dei desideri dei bambini: costruisce altalene, casette e guida il calesse (sulky).
  • L’Identità e l’Immigrazione: Un elemento sottile ma potente è l’origine italiana del nonno (“accento italiano”, le canzonette come La Montanara). Il riferimento agli “occhi celesti come il mare che attraversò” evoca l’epopea dell’emigrazione, suggerendo che il nonno abbia portato con sé un patrimonio culturale di bellezza e resilienza.
  • Il Ciclo della Natura: La narrazione segue il ritmo delle stagioni: il caldo dell’estate, il freddo dell’inverno, la fioritura di novembre (primavera nell’emisfero australe). La natura è lo scenario vivo in cui si consuma il gioco.

Struttura e Stile

Il racconto segue una struttura circolare e affettiva:

  1. Introduzione: Definizione astratta dell’infanzia e presentazione del “Nono Pepe”.
  2. Sviluppo (I Ricordi): Una serie di aneddoti legati al fare (costruire, cantare, camminare). Qui domina la figura del nonno come complice dei giochi e custode della meraviglia (l’episodio di Babbo Natale/Niño Dios).
  3. Conclusione: Il passaggio dalla vita alla morte e il cambio di prospettiva temporale. L’io narrante, ormai anziano, si rivolge al nonno con le stesse domande infantili dell’inizio, chiudendo il cerchio della vita.

Il linguaggio è ricco di aggettivazione affettiva e figure retoriche:

  • Similitudini: “mani… come soavi colombe”, “occhi celesti come il mare”.
  • Metafore: la primavera che “versa la sua tavolozza multicolore”.
  • Personificazioni: i gladioli che “sfoggiano con eleganza” le loro aste.

Simbolismo

  • Il Giardino e la Terra: Rappresentano la cura. Il nonno coltiva fiori per la nipote affinché lei si senta “una regina” a scuola. Questo gesto trasforma un elemento naturale in un “trofeo” sociale e affettivo.
  • L’Altalena e il Cielo: Simboleggiano il desiderio di elevazione e la protezione. Il nonno spinge l’altalena ma chiede di cantare, unendo il movimento fisico alla musica dell’anima.
  • La Casita (La Casetta): Rappresenta la transizione verso l’età adulta (“ci sentivamo vere padrone di casa”), ma mediata dal gioco.

Il racconto non è solo una cronaca di giorni passati, ma una riflessione sulla trasmissione dell’amore. La morte del nonno non interrompe il legame: le domande finali (“Ci saranno giardini in cielo?”) dimostrano che l’influenza del “Nono Pepe” è eterna. L’autrice sottolinea che l’innocenza non è assenza di conoscenza, ma capacità di vedere il sacro nel quotidiano: un fiore silvestre, una stella, una canzonetta.

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