Dal Trentino

Dai racconti dei nonni alle vette di Fiemme

Un filo rosso invisibile ma tenace unisce le cime delle Dolomiti ai vasti orizzonti dell’America Latina. È la memoria viva che oggi ha preso corpo tra i sorrisi, gli sguardi colmi di stupore e il battito accelerato di 12 ragazzi di origine trentina provenienti da Argentina, Brasile, Messico e Paraguay.

I giovani sono i protagonisti di un’esperienza indimenticabile in Val di Fiemme nell’ambito del “Corso residenziale in Trentino”, un’iniziativa promossa e organizzata congiuntamente dalle associazioni Famiglie Trentine all’Estero e Trentini nel Mondo, grazie al fondamentale sostegno finanziario della Provincia Autonoma di Trento.

Questo meraviglioso sabato 31 ottobre è stato curato nei minimi dettagli dall’Associazione Famiglie Trentine all’Estero, con l’impeccabile organizzazione e la grande disponibilità dell’assessore Michelle Malfer.

Oltreoceano, nel cuore delle radici

Per questi giovani, arrivati in Trentino con il patrimonio dei racconti tramandati da nonni e bisnonni, il viaggio non è stato una semplice gita turistica, ma un vero e proprio ritorno alle radici. L’emozione si è accesa fin dal primo mattino a Trento, in via Fratelli Perini: il pulmino è partito puntuale con a bordo gli organizzatori dell’iniziativa, dando il via a una giornata interamente dedicata alla scoperta della communita di Fiemme.

L’adrenalina dei campionati  e il fascino della storia

La prima scossa di meraviglia è arrivata a Predazzo, allo Stadio del Salto “Giuseppe Dal Ben” in località Stalimen. Accolti dall’Assessore Provinciale e Regionale Michele Malfer, i ragazzi hanno respirato l’energia pura dei Campionati Italiani di salto con gli sci e combinata nordica, per poi esplorare da vicino i segreti di questa spettacolare struttura alpina.

Dal brivido dello sport si è passati all’abbraccio della storia a Cavalese. Varcare le porte del Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, guidati dal Dott. Tommaso Dossi, ha significato toccare con mano le radici istituzionali e culturali di una comunità che ha saputo custodire la propria identità nei secoli.

Quando le radici incontrano il presente, il tempo sembra stringersi in un unico grande abbraccio. L’incontro guidato dal Dott. Dossi non è stato una semplice lezione di storia, ma un momento di profonda comunione emotiva per questi ragazzi entusiasti e avidi di scoperte.

Sentirsi vicini attraverso i secoli

Varcare quelle soglie ha significato per questi giovani toccare con mano la linfa vitale dei propri antenati. Il Dott. Dossi ha saputo aprire le porte non solo di un museo, ma della memoria collettiva: ha raccontato di come i padri, i nonni e i bisnonni di questi ragazzi abbiano calpestato quelle stesse valli, respirato quest’aria e costruito, con fatica e dignità, un’identità forte.

Per chi è cresciuto dall’altra parte dell’oceano, sentendo parlare del Trentino solo attraverso racconti sbiaditi dal tempo o vecchie foto ingiallite, ascoltare quelle storie in italiano, guardandosi negli occhi, ha significato colmare d’un tratto migliaia di chilometri. In quel palazzo antico la lontananza si è dissolta: la distanza geografica si è rivelata un dettaglio trascurabile di fronte alla vicinanza del sangue, della cultura e di un’appartenenza comune.

Una valle che cresce custodendo la propria anima

La storia della Val di Fiemme non è racchiusa in una teca di vetro; è una storia viva, che cresce e si rinnova. La Magnifica Comunità rappresenta l’emblema di una terra che ha saputo custodire gelosamente i propri boschi, le proprie autonomie e le proprie tradizioni millenarie, trasformandole non in un museo immobile, ma in un modello di sviluppo e rispetto ambientale.

Nel racconto del Dott. Dossi, i ragazzi hanno compreso come la valle sia cresciuta nei secoli: non calpestando le proprie origini, ma fondando ogni passo sul senso di responsabilità collettiva e sulla cura del territorio. Un’evoluzione che sa guardare al futuro — come dimostrano le eccellenze industriali e formative viste nel corso della giornata — senza mai dimenticare da dove è venuta.

Il valore sacro della comunità

Ciò che più di tutto ha colpito i giovani partecipanti è il concetto stesso di comunità : non una semplice somma di individui, ma un patto silenzioso e indissolubile tra le persone, il lavoro e la terra. Ai loro occhi, abituati a realtà metropolitane immense e dispersive dell’America Latina, la Val di Fiemme è apparsa come una grande famiglia capace di prendersi cura di sé, di proteggere i propri membri e di accogliere a braccia aperte chi fa ritorno.

In quell’incontro a Cavalese, i ragazzi d’oltreoceano hanno capito che l’eredità trentina non è fatta solo di cognomi o di passaporti, ma di un modo di essere: di quella tempra caparbia, generosa e solidale che appartiene a chi, ieri come oggi, sa che nessuno si salva da solo e che il futuro si costruisce soltanto tenendosi per mano.

E proprio a Cavalese la convivialità ha trovato casa all’Agriturismo Pianrestel: un pranzo genuino a base di sapori trentini che ha scaldato gli animi, seguito da un tuffo nella tradizione rurale più autentica con la visita alla stalla e all’allevamento di bovini di razza Frisona Italiana.

Costruire il futuro tra innovazione e sapori d’eccellenza

Ma la giornata in Val di Fiemme non si è limitata a celebrare il passato: ha aperto una finestra sul futuro e sulle opportunità professionali del territorio. A Tesero, l’accoglienza del Direttore Dino Moser presso il Centro di Formazione Professionale ENAIP ha permesso ai giovani di scoprire i settori dell’alberghiero-ristorazione e del legno-servizi ambientali, mostrando l’eccellenza di un modello educativo d’avanguardia.

Il gran finale ha portato il gruppo a Molina di Fiemme, tra i profumi e la storia del Pastificio Felicetti. Accompagnati dal Dott. Loris Capovilla, i ragazzi hanno potuto ammirare un’eccellenza industriale che dal 1908 produce pasta d’alta quota a mille metri d’altezza tra le Dolomiti, esportando il nome e la qualità del Trentino in tutto il mondo.

Quando, a fine pomeriggio, il pullmino ha fatto rotta verso Trento, negli occhi di questi ragazzi c’era molto più della stanchezza di un viaggio intenso: c’era la fierezza di appartenere a una grande famiglia globale, un legame transoceanico che oggi, tra le montagne del Trentino, si è fatto ancora più forte e immortale.

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