
Innovazione e sicurezza: al via il progetto “Digitalmente Umani” Laboratorio Practico di Tecnologia Emergenti
Percorso di formazione ed etica digitale, promosso dall’Associazione Famiglie Trentine all’Estero e curato dall’Ing. Daniel Genta, esperto in informatica, cybersicurezza e tecnologie emergenti.
Mettere la tecnologia al servizio della persona, trasformando l’Intelligenza Artificiale e il digitale da incognite minacciose a leve strategiche ed etiche: è questa la promessa con cui debutta “Digitalmente Umani”, l’iniziativa di alto profilo riservata ai presidenti delle nostre sedi estere e ai membri dei relativi consigli d’amministrazione.
Organizzato attorno al Laboratorio Pratico di Tecnologie Emergenti, il percorso mira a diffondere una visione critica, consapevole e difensiva, strutturandosi in un format operativo di 8 ore complessive (suddivise in 4 workshop da 2 ore nei fine settimana). L’approccio metodologico punta sul ciclo conoscere, sperimentare, creare e riflettere, toccando ambiti che vanno dalla cybersecurity all’IA generativa, fino all’automazione dei flussi di lavoro.



Primo Modulo: Il fattore umano al centro della sicurezza
Il modulo inaugurale ha puntato i riflettori sull’anello fondamentale della difesa digitale: la consapevolezza individuale. Se la tecnologia offre gli strumenti di protezione, è l’uomo a fare la differenza tra un sistema sicuro e una vulnerabilità sfruttata.
- Ingegneria sociale e trappole digitali: l’analisi ha mostrato come i cybercriminali facciano leva sulla psicologia (urgenza, autorità, falsa fiducia). Sotto la lente sono finite le minacce quotidiane come phishing, vishing e smishing, fino alle truffe legate all’e-commerce, ai servizi in streaming e ai falsi annunci di lavoro.
- Barriere e autenticazione: spazio all’importanza dell’Autenticazione a Più Fattori (MFA) e della biometria, combinando ciò che si sa (password), ciò che si possiede (device) e ciò che si è (impronte, volto, voce).
- Data privacy e cultura della diffidenza: una riflessione sui modelli di business “gratuiti” e sui rischi legati all’oversharing sui social network, con l’obiettivo di trasformare l’utente da punto debole a vero e proprio scudo difensivo, sia in azienda che in famiglia.
In un contesto che rischia di spersonalizzare le relazioni e la gestione aziendale, “Digitalmente Umani” traccia una rotta chiara: l’innovazione non deve sostituire l’uomo, ma potenziarne la sicurezza, la creatività e l’essenza.
L’incontro ha registrato una partecipazione straordinariamente attiva e coinvolta: i partecipanti hanno accolto gli spunti di riflessione con grande interesse, lasciando emergere una forte voglia di approfondire ulteriormente queste tematiche e un’evidente attesa per i prossimi appuntamenti in programma.


