
TRENTINO ALTO ADIGE: MADRUZZO TRA CASTELLI E ANTICHE REGOLE
Introduzione al territorio
Trento – Un castello che ha dato il nome a una delle famiglie più potenti del Trentino, antiche comunità rurali organizzate secondo proprie regole e borghi nei quali l’architettura medievale convive con vigneti, frutteti e paesaggi della Valle dei Laghi. Madruzzo, comune sparso nato nel 2016 dalla fusione di Calavino e Lasino, non è un borgo compatto ma un territorio composto da nuclei distinti, ciascuno con una fisionomia precisa. È proprio questa articolazione a renderne interessante la scoperta.



Castel Madruzzo e la dinastia dei principi vescovi
Il punto dal quale partire è Castel Madruzzo, che domina dall’alto l’omonima frazione. Le prime notizie documentarie del maniero risalgono al 1160-1161, quando il principe vescovo di Trento Adalpreto II lo affidò in feudo a Gumpone, vassallo dei conti di Appiano. Da questa investitura prese forma la fortuna della famiglia Madruzzo, destinata a raggiungere il vertice della vita politica ed ecclesiastica trentina. Il personaggio più celebre fu Cristoforo Madruzzo, principe vescovo di Trento dal 1539 al 1567 e figura di primo piano anche negli anni del Concilio di Trento.


Cristoforo Madruzzo ( Castel Madruzzo, 5 luglio 1512-Tivoli, 5 luglio 1578) è stato un carinale italiano, principe vescovo di Trento nel corso del XVI secolo.

Ritratto del cardinale Cristoforo Madruzzo busto 1601-1605
Architettura e storia del castello

Il castello conserva ancora la struttura di una fortificazione medievale adattata nei secoli alle esigenze residenziali della nobiltà. La strada di accesso risale il versante meridionale del colle attraversando una zona alberata, prima di raggiungere la parte più antica del complesso. Il maniero non è però soltanto un monumento alla famiglia che lo rese celebre: la sua storia riflette anche le turbolenze politiche del Trentino medievale, quando le fedeltà al principe vescovo di Trento esposero i signori locali agli scontri tra fazioni guelfe e ghibelline.
Calavino: struttura urbana e vita comunitaria

Per capire quanto fosse radicata l’organizzazione comunitaria del territorio bisogna invece spostarsi a Calavino. Il paese conserva un impianto nel quale la parte superiore, caratterizzata da palazzi rinascimentali, contrasta con il quartiere medievale sottostante, dove sopravvivono tracce di mulini e antiche fucine. Portali in pietra, cortili comuni, androni voltati, ballatoi e tratti dell’antico selciato permettono di riconoscere la struttura di un abitato cresciuto prima lungo la viabilità della valle e poi sviluppatosi sui pendii.
Le antiche Carte di Regola
La storia di Calavino è inoltre inseparabile da quella delle istituzioni locali. Nel 1428 gli abitanti di Calavino, Lasino e Madruzzo stipularono una carta d’unione relativa soprattutto alla gestione condivisa di monti e pascoli. La collaborazione durò oltre tre secoli e rappresenta un esempio significativo dell’autonomia delle comunità trentine, che disciplinavano attraverso le carte di regola l’uso dei boschi, dei prati e delle risorse collettive. La carta di regola di Calavino, nella sua versione più tarda del 1765, comprendeva ben 130 articoli e regolava aspetti che andavano dall’amministrazione della comunità alla tutela del patrimonio boschivo e della salute pubblica.
Lasino e le sue architetture signorili
Anche Lasino merita attenzione per la particolare conformazione del suo centro storico. L’abitato si sviluppa su un terrazzo e su un conoide ai piedi del Monte Bondone, con case a schiera disposte lungo strade parallele e contrade strette tra edifici che conservano profondi pòrteghi voltati. La presenza di edifici signorili dalle forme barocche e tardobarocche introduce una dimensione più elegante in un tessuto prevalentemente rurale. Tra le architetture di maggiore interesse figura Villa Ciani-Bassetti, complesso residenziale e agricolo con parco inserito direttamente nel tessuto urbano.
COME ARRIVARE
In automobile: Da Trento si percorre la SS45bis della Gardesana Occidentale in direzione di Vezzano e Sarche, per poi salire verso Calavino, Lasino e Castel Madruzzo. Il territorio comunale si trova a circa 20 km da Trento. Da Verona si può invece raggiungere il basso Sarca attraverso la A22 del Brennero, uscendo ad Affi e proseguendo verso Riva del Garda e Sarche.
In treno e autobus: Le stazioni più vicine sono Trento e Rovereto, dalle quali è necessario continuare con i collegamenti automobilistici o autobus extraurbani. La rete del Garda Trentino collega Sarche e altri centri della Valle dei Laghi con Trento attraverso la linea 205.
In aereo: L’aeroporto più comodo è quello di Verona Villafranca, seguito da Bergamo Orio al Serio e Venezia.
ALTRI LUOGHI DA VISITARE A pochi minuti di distanza si incontrano il lago di Toblino e il suo castello lacustre, quindi il lago di Santa Massenza e il lago di Cavedine, immerso nel paesaggio delle Marocche, l’enorme distesa di massi generata da antiche frane postglaciali.
Fonte: (NoveColonneATG)


