Dal Trentino

Cronaca del Viaggio radici e spiritualità

Tra le mura del Monastero di Sant’Anna a Bastia Umbra, le “pietre vive” di Assisi — dove riposa il Santo Carlo Acutis — e Spoleto, borgo incantevole dove nel 1232 fu canonizzato Sant’Antonio di Padova: un viaggio per riscoprire il senso della vita attraverso il lavoro della terra e il coraggio della fede. Un programma “bello pieno”, arricchito ad Assisi dalla guida calma e sorridente di Suor Mimi e a Spoleto da un percorso storico sulle tracce degli Etruschi, condotto con grande competenza da una guida che, giocando in casa, ha saputo affascinarci. Ogni ora ha aggiunto un tassello al mosaico della nostra crescita interiore.

Suor Myriam e Suor Anastasia: voci di speranza

Il momento centrale della mattina è stato l’incontro con Suor Myriam. Con una narrazione magnetica, ha condiviso la scintilla della sua vocazione, nata da un dettaglio folgorante: da giovane rimase colpita dal fatto che la parola “felicità” non fosse presente nel vocabolario di un suo professore. Quell’assenza accese in lei una curiosità inarrestabile, portandola a servire Dio per trovare quella gioia negata dai libri. Da qui, ha lanciato un monito sulla solitudine degli adolescenti odierni, spesso privi di guide spirituali in famiglia e lasciati soli a formare il proprio carattere tra coetanei altrettanto fragili.

Suor Anastasia ci ha poi accolti in chiesa, plasmando i nostri cuori con parole di rara saggezza. Ha raccontato la sua chiamata come una risposta emersa da momenti di estrema debolezza. La fede, per lei, è stata il bisogno vitale di ritrovare sé stessa quando tutto vacillava, trasformando la fragilità in una missione per aiutare il prossimo.

Il tesoro della biblioteca: un viaggio nella storia con Suor Debora

Un momento di fascino assoluto è stata la visita alla biblioteca, custode silenziosa della storia monastica. Tra quegli scaffali ricchi di tesori siamo stati trasportati indietro nei secoli: attraverso lo studio di calligrafie antichissime, abbiamo approfondito le biografie di grandi uomini e donne che, con il loro pensiero e la loro dedizione, hanno costruito pezzi fondamentali della nostra civiltà. Un’immersione che ci ha ricordato quanto siano profonde le radici della nostra cultura.

La lezione dell’orto e il ristoro della tavola

Alle 11:00, con guanti e abiti comodi, siamo passati all’azione nell’orto. Qui abbiamo scoperto che il telone nero steso sulla terra non era di plastica, ma di un tessuto naturale e biodegradabile. La metafora è apparsa subito potente: proprio come quel telo oscuro protegge la terra per poi sciogliersi in essa, così il dolore deve compiere il suo lavoro di “permeazione” per renderci più fertili e resilienti.

La spiritualità è passata anche attraverso il piacere della condivisione. Un capitolo speciale è stato scritto da Luigi e Samuel, che ci hanno deliziato con ricette delicate e meravigliose. I loro piatti sono stati una vera carezza per il palato, a conferma che il sacro risiede anche nel gesto di chi cucina con passione e amore per gli altri.

Storia e relazioni: Spoleto, Assisi ed Erminio

In questo intreccio di storie, un ruolo fondamentale è stato la testimonianza di Erminio. Uomo gentile e di straordinaria disponibilità, ha mostrato quanto fascino risieda nella capacità di creare legami. La sua presenza ci ha ricordato che la crescita spirituale passa inevitabilmente attraverso la cura costante delle relazioni umane.

Il valore della comunità e i ringraziamenti

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’organizzazione impeccabile della nostra consigliere Giordana, che ha coordinato ogni istante con estrema cura, e senza la meravigliosa e onorevole accoglienza della Madre Abbadessa Noemi Scarpa.

Un ringraziamento speciale va anche a tutti i partecipanti: un gruppo puntualissimo, sempre aperto all’ascolto e all’approfondimento, che ha saputo collaborare con immenso entusiasmo e gentilezza. È stata questa sinergia a trasformare un semplice viaggio in un’esperienza di vera comunione.

La giornata si è conclusa alle 20:45 come ogni notte con il Rosario nel chiostro, preceduto dai Vespri, i cui versi riuscivano a trasportare l’anima in un’altra dimensione. In quel silenzio abbiamo compreso l’importanza di queste “oasi” dove è possibile guardarsi dentro e ritrovare la forza per tornare nel mondo con uno sguardo nuovo.

Ce ne andiamo con una scintilla di speranza e una forza spirituale rinnovata: un seme che abbiamo il dovere di coltivare e moltiplicare nella nostra quotidianità.

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