Dal Trentino

Marcinelle, l’inferno a quota -975: così il sacrificio dei minatori ha plasmato l’Europa dei diritti

Roma – Ci sono tragedie capaci di travalicare i confini della cronaca per farsi storia, cicatrici indelebili nell’identità collettiva di una nazione. La strage di Marcinelle è senza dubbio la catastrofe per eccellenza degli italiani all’estero.

foto web: Funerali dopo il disastro di Marcinelle. Foto tratta dalla mostra La strada più dura, realizzata nel 2016 dal Gruppo di documentazione vignolese Mezaluna – Mario Menabue

L’ora X nel ventre della terra

Sono da poco passate le 8 del mattino dell’8 agosto 1956 nella miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio. Sotto un cielo plumbeo, i minatori stanno già lavorando a ritmi serrati per scavare carbone fino a quota -975 metri: quasi un chilometro nelle viscere della terra.

All’improvviso, la tragedia: in uno dei condotti principali scoppia un incendio causato da un errore umano. In una manciata di minuti, una densa nube di fumo e le fiamme avvolgono l’intero impianto sotterraneo, trasformandolo in una trappola mortale senza via di fuga.

https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_Marcinelle

Il bilancio finale è devastante: delle 275 persone presenti nei pozzi, 262 perdono la vita. Tra le vittime si contano ben 136 italiani, tutti lavoratori emigrati con la speranza di costruire un futuro migliore.

L’accordo “Uomini contro carbone”

Per comprendere appieno le radici di questo dramma, occorre fare un passo indietro al secondo dopoguerra. La presenza massiccia di operai italiani nelle gallerie della Vallonia è infatti il frutto diretto del trattato “Uomini contro carbone”, siglato nel 1946 tra Roma e Bruxelles.

In base all’accordo, l’Italia si impegna a inviare manodopera da impiegare nelle miniere belghe in cambio di forniture di carbone a prezzi agevolati.

In virtù di questo patto, tra il 1946 e il 1956 oltre 140mila italiani lasciano la penisola per calarsi nel buio delle gallerie vallone. Tuttavia, l’immane tragedia di Bois du Cazier mette definitivamente fine a quel baratto umano, trasformando il sito – oggi riconosciuto patrimonio mondiale UNESCO – in un memoriale perenne.

Un’eredità di diritti per l’Europa moderna

In occasione del 70° anniversario, l’impegno per mantenere viva la memoria si rinnova con forza sia in Italia sia in Belgio.

“Marcinelle è una ferita italiana ed europea. Ma è anche un monito e un’eredità. Un monito, perché la sicurezza sul lavoro è una responsabilità di tutti e una battaglia di civiltà. La persona deve restare sempre al centro. Nessuno deve più morire di lavoro.”

— Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

In un videomessaggio trasmesso per l’anteprima del documentario Il Fiore delle Terre Nere. Marcinelle 70 anni dopo di Salvatore Braca (in onda domenica 9 agosto su Rai 1 all’interno dello speciale TG1), Tajani ha sottolineato il valore storico di quell’evento: «Dal sacrificio di quei minatori è nata anche l’Europa dei diritti e delle tutele. Senza saperlo, furono tra i costruttori dell’Europa unita».

Le iniziative per non dimenticare

Per commemorare il sacrificio e rilanciare la tutela dei lavoratori, sono state promosse numerose tappe istituzionali e sindacali:

Cerimonia ufficiale a Marcinelle (8 agosto): Commemorazione solenne alla presenza delle autorità belghe e italiane, assieme alle delegazioni delle regioni d’origine delle 136 vittime.

Presenza del Sindacato: Una delegazione della CGIL renderà omaggio sul posto ai caduti sul lavoro.

Convegno Internazionale (venerdì 7 agosto): Presso l’Hotel Van der Valk di Charleroi, intitolato “L’Europa del lavoro, dei popoli, della dignità”.

Le comunità locali (sabato 8 agosto): In Italia, la comunità di Sedico (Belluno) si raccoglierà per ricordare i propri emigrati nell’ambito della Giornata europea in ricordo delle vittime del lavoro.

Infine, va ricordato che dal 2001 l’8 agosto coincide ufficialmente con la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, istituita dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Una data fondamentale che celebra il ricordo di generazioni di migranti italiani, denunciando al contempo lo sfruttamento e l’emarginazione affinché la dignità del lavoro rimanga un pilastro inalienabile della nostra civiltà.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *